L’orizzonte sopra i tetti
Non è necessario essere sempre "altrove" per sentirsi vivi. A volte basta sapere che l’orizzonte è lì, e che stiamo facendo tutto il possibile per raggiungerlo.
C’è un momento particolare, in certe giornate limpide a Bologna, in cui se sali abbastanza in alto puoi vedere il profilo delle Alpi che taglia l’orizzonte. È un promemoria silenzioso: quello che amo non è scomparso, è solo lì, in attesa, a qualche ora di strada.
Spesso mi chiedo cosa ci faccia io qui, tra i muri della città e il grigio delle zone industriali. Ma non è un pensiero triste. È una domanda pratica, quasi strategica. Mi serve a capire come far dialogare il luogo in cui vivo con i luoghi che mi fanno battere il cuore.
La base e il carburante
Ho scelto Bologna perché ci sono nato, per la sua centralità, per la sua capacità di essere un punto di partenza verso ogni direzione. In questo momento, la città è la mia “base robusta”. È il luogo dove scelgo di eliminare il superfluo per investire tutto nell’essenziale: l’esplorazione.
Vedo i miei viaggi e le mie camminate nel Grande Nord o sulle Dolomiti come un rifornimento di carburante. Quando sono immerso nella wilderness, faccio il pieno di luce, di vento e di fatica. È un’energia che non si esaurisce una volta tornato a casa; al contrario, rimbalza tra i pensieri per mesi, dandomi la spinta per progettare il prossimo passo.
Una pioggia costante
C’è chi riesce a farsi bastare un’unica, intensa esperienza all’anno. Io ho capito di avere bisogno di qualcosa di più: una pioggia costante di vibrazioni montane, di albe e di silenzi. È un bisogno che non rinnego, ma che sto imparando a gestire con pazienza e pianificazione.
Non so dove vivrò tra dieci anni. La vita è un cantiere aperto e forse un giorno sperimenterò quel vagabondaggio senza meta che sogno da tempo, magari insieme alla mia famiglia. Ma so che ogni scelta di oggi è un mattone per costruire quella libertà di domani.
Oltre l’orizzonte
Non è necessario essere sempre “altrove” per sentirsi vivi. A volte basta sapere che l’orizzonte è lì, e che stiamo facendo tutto il possibile per raggiungerlo.
Sono sicuro che un giorno ammirerò un tramonto speciale e dirò: “Ecco, so esattamente dove sto andando”. E nel frattempo, auguro anche a te che leggi queste righe di trovare il tuo orizzonte personale. O, ancora meglio, di non smettere mai di cercarlo tra i tetti della tua quotidianità.
-Elia





Grazie a te!
Che bello sentire attraverso le tue parole tutta l'accettazione per la vita per come si manifesta nel presente, purché accompagnata da un'organizzazione consapevole e nell'auspicio di una sempre maggiore libertà per essere dove si vuole.